C'ERA UNA VOLTA IN ALMERIA: DJANGO BEGINS
- BASATO SU UNA STORIA VERA
IL SET DELL'APOCALISSE :
La Guerra Fredda incontra il Far West
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SPAGNA, 17 GENNAIO 1966.
L’incubo nucleare
Una collisione in volo durante l’Operazione Chrome Dome della U.S. Air Force squarcia i cieli di Palomares, scatenando un’apocalisse radioattiva. Quattro bombe all’idrogeno, ciascuna settanta volte più devastante di Hiroshima, si schiantano sulla costa meridionale della Spagna, dando il via alla più grande bonifica nucleare della storia.
Il cinema sotto assedio
Mentre Washington inonda la regione di truppe per arginare una catastrofe silenziosa, la missione top-secret si imbatte nell’impensabile: nel vicino deserto di Almería sorge un set di Spaghetti Western in piena attività, beatamente ignaro della fine del mondo.
L’attore al centro della catastrofe
Le cronache hanno registrato le bombe e la bonifica, ma tacciono su chi rimase solo all’epicentro del disastro, respirando polvere di plutonio a pieni polmoni: Anthony Steffen, il leggendario pistolero intrappolato tra il mito del cinema e la cruda realtà della Guerra Fredda.
Un segreto di famiglia
Questa è la storia dell’uomo rinato nel cuore di quell’incidente. E del segreto rimasto custodito nella mia famiglia per sessant’anni.
– Manuel de Teffé
Manuel de Teffé
SCRITTORE E REGISTA | UN'EREDITÀ DEL WESTERN
Nato a Roma, Manuel de Teffé si muove all’intersezione tra cinema, letteratura e impatto sociale. In quanto figlio di Antonio de Teffé, in arte Anthony Steffen — la leggendaria star del western italiano che detiene il record mondiale con 27 ruoli da protagonista nel genere —, custodisce un legame diretto con la mitologia della frontiera, reinterpretandola attraverso uno sguardo contemporaneo.
La sua visione creativa unisce il rigore estetico, radicato nella tradizione teatrale romana, a un approccio profondamente umano alla narrazione. Con una carriera internazionale che spazia tra videoclip, spot pubblicitari, documentari e campagne globali per importanti organizzazioni non profit, ha ricoperto ruoli chiave a livello creativo nell’industria dei media: dalla regia televisiva per Lux Vide alla direzione artistica per Média-Participations, dove il suo progetto CECILIA ha raggiunto oltre due milioni di spettatori.
Oggi Manuel divide la sua attività tra la produzione creativa e l’insegnamento del cinema a livello universitario. In seguito alla pubblicazione del suo romanzo d’esordio C’era una volta a Roma, sta collaborando con la SAJE Distribution di Parigi a due lungometraggi.
Con C’era una volta in Almeria – Django begins, Manuel intraprende il suo progetto più personale: un viaggio che intreccia archivi di famiglia e documenti militari declassificati per svelare un segreto a lungo custodito, affidatogli da suo padre: il racconto inedito di come l’incidente nucleare di Palomares del 1966 abbia bruscamente interrotto le riprese del film che Anthony Steffen stava girando nel deserto spagnolo.
Mescolando memoria familiare, retroscena della Guerra Fredda e radici mitiche del western, Manuel rende omaggio alla sua eredità artistica spingendola verso territori audaci e inesplorati.
L'acclamato romanzo d'esordio: C’era una Volta a Roma
(C'era una volta a Roma)
Roma, 1965. Mentre l’epopea della Dolce Vita giunge al suo ultimo e scintillante atto e le prime proteste contro la guerra in Vietnam animano le strade, Per un pugno di dollari di Sergio Leone esplode sui grandi schermi e scatena il fenomeno globale del western all’italiana.
Nel pieno di questa febbre dell’oro cinematografica, l’ambiziosa responsabile delle pubbliche relazioni del Rome Hilton Hotel è determinata a trascinare il suo riluttante fidanzato nella mischia. C’era una volta a Roma segue un’insolita cordata impegnata in un’impresa rocambolesca per farsi strada nell’industria cinematografica in pieno boom: un decaduto attore shakespeariano di origini aristocratiche, un guru russo della recitazione radicale, un visionario documentarista ebreo e un anziano imprenditore di grissini con un ultimo, grande sogno: trasformare il suo manoscritto segreto nel film western Niente dollari per Django.
PREMI E RICONOSCIMENTI
L’opera cinematografica e letteraria di Manuel de Teffé ha ottenuto un ampio riconoscimento europeo. La sua visione creativa è stata premiata con il Bond Street Award di Londra (2023), il Premio Donne d’Amore a Venezia (2024), il Premio Letterario La Ginestra Firenze (2025), il Premio Sergio Leone (2025) e il Premio Matrice Leone (2025). Più di recente, la Società Dante Alighieri di Düsseldorf gli ha conferito il Premio Italofonia 2026 per l’impatto culturale e transfrontaliero del suo romanzo, consolidando la sua reputazione di voce di rilievo nella narrazione contemporanea.
CRITICA E RECENSIONI EDITORIALI
Cosa dicono le principali testate sull’opera e sulla forza letteraria di Manuel de Teffé.
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Quattro bombe all’idrogeno. Un set western. 72 ore per girare il film che avrebbe perseguitato la Guerra Fredda.